Storia di Scarperia

Nella vasta conca del Mugello, ai piedi dell'Appennino, sorge Scarperia. Il borgo sorse per volere della Repubblica fiorentina, nel 1306 con il Nome di Castel San Barnaba che successivamente fu cambiato nel nome attuale per la posizione geografica dell'insediamento, alla "scarpa" ovvero alla base dell'Appennino. Firenze edificò questa "terra nuova" con due precisi scopi: controllare la viabilità appenninica verso il passo del Giogo che era l'unico valico che all'epoca collegava Firenze a Bologna, ma anche per contrastare i potenti feudatari del luogo, gli Ubaldini.  Scarperia dall'alto

La storia di Scarperia ha origine nel settembre del 1306 con l'inizio della costruzione delle strade e delle fortificazioni. Per popolare il borgo, come era consuetudine, fu deliberata una esenzione decennale dalle tasse e dalle gabelle per coloro che decidevano di stabilirsi entro le mura.
Il borgo si rivela subito utile per la sua posizione strategica. Già nel 1355 gli abitanti si oppongono alle truppe del Visconte di Milano capitanate da Giovanni Oleggio resistendo per 55 giorni. A un secolo dalla fondazione, nel 1415, Scarperia viene eletta a sede vicariale. Il vicariato comprendeva le podesterie di tutto il Mugello, da Barberino a Borgo San Lorenzo, fino a Sesto, Fiesole e Vicchio. Per gestire le funzioni amministrative e giudiziarie fu ampliato il Palazzo dei Vicari mentre parallelamente nel borgo fiorivano le attività commerciali. Nel secolo XV si contano numerose locande e osterie per i viaggiatori in transito verso l'Appennino. Sorgono anche decine di attività artigianali, in particolare quelle legate alla forgia del ferro con cui si producono attrezzi agricoli e utensili da taglio. La lavorazione dei Ferri Taglienti caratterizzò l'economia scarperiese diventando elemento qualificante del paese tanto che ancora oggi Scarperia è nota come "la città dei coltelli".
Purtroppo nel 1542 un devastante terremoto danneggia gravemente la città che impiega molti di anni a riprendersi dal grave sinistro. Con il 1562 Firenze ripara e potenzia la cinta muraria che venne dotata di baluardi e terrapieni. La decadenza di Scarperia inizia nel periodo lorenese: il nuovo governo decide la costruzione di una nuova strada di valico, la carrozzabile della Futa (1749-53) che di fatto taglia fuori Scarperia dai traffici sull'Appennino. Chiudono le osterie e anche i coltellinai vanno in crisi. Nel secolo XIX l'abbattimento delle mura che ne fa perdere la caratteristica di terra murata rilancia in parte il borgo. In questi anni restano ancora in attività circa 50 coltellinai, ma nel 1908 con la legge giolittiana che proibisce l'uso di coltelli a serramanico superiori alla lunghezza del palmo della mano, la produzione di ferri taglienti riceve il colpo di grazia anche se resiste ancora oggi come prodotto artigianale di qualità.

 

Per approfondimenti sulla storia di Scarperia http://www.prolocoscarperia.it/-storia-di-scarperia.html